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06/03/2017

Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio


Si può parlare oggi di un nuovo modello di sviluppo regionale?

Stiamo da anni camminando in una strada totalmente nuova e per farlo ci siamo impegnati nella fase di costruzione di un nuovo modello produttivo economico per lo sviluppo della nostra regione. Abbiamo voluto inaugurare la costruzione di un nuovo modello economico poiché la vecchia impostazione di sviluppo della nostra regione, come in parte del sistema Paese, non produceva più ricchezza; era necessario smettere di contemplare la condizione di crisi e così tre anni fa abbiamo provato a costruire un nuovo modello di crescita e sviluppo fondato su valori ed opportunità che via via stiamo costruendo.

Questo aspetto un po’ pioneristico, necessita di aiuto; dobbiamo insieme ricostruire una comunità ed un sistema che combatte. Tutto quello che oggi vedete, tre anni fa non esisteva.

 

Ci può fornire qualche esempio?

Tre anni fa non esisteva Lazio Startup che rappresenta una pianificazione delle cose che stiamo predisponendo per i prossimi quattro anni (con un budget di circa 100 milioni di euro), costituisce un elemento di trasparenza che riduce l’arbitrio, circoscrive la distribuzione a pioggia dei fondi europei che non creano sviluppo, limita al massimo i rischi di non meritocrazia rispetto alla distribuzione delle risorse, pianificando ed indirizzando gli strumenti operativi regionali e permettendoci di lavorare più serenamente e con trasparenza.

Tre anni fa non esisteva Lazio Creativo, asse fondamentale di governo per la pianificazione del “come mettere insieme” questo mondo straordinario della nostra regione, della creatività ovvero della possibilità di creare prodotti attraverso la cultura e lo spirito creativo degli individui o delle comunità.

La pianificazione si incrocia, non a caso, con le politiche regionali dello Sviluppo Economico e della Cultura, andando dal design, all’arte, alla cultura, alla bellezza in generale e si intreccia con i bandi e le politiche messe in campo da Lazio Startup.

 

E cosa è cambiato nella gestione dei bandi pubblici?

Tre anni fa non esisteva Lazio Innova, la società dello sviluppo della nostra regione. Fino a tre anni fa erano ben sette le società che si occupavano di sviluppo; pur operando ottimi risultati, era evidente che si trattava di un sistema complesso in quanto c’erano sette attori diversi ad occuparsi di sviluppo e della programmazione europea. Oggi voi avete un unico interlocutore ed una piattaforma unica, GecoWeb, sulla quale viaggiano tutti i bandi pubblici, garantendo la trasparenza e l’efficienza del sistema regionale essendo possibile la consultazione dell’iter istruttorio del progetto in valutazione in ogni momento della giornata.

Non c’era, quindi, la qualità di programmazione europea che abbiamo oggi. Oggi siamo tra le prime 10 regioni italiane che hanno visto l’immediata approvazione del proprio Piano di Programmazione 2014-2020, e per questo motivo siamo in grado di pubblicare nuovi bandi.

Oggi possiamo dire che lo stesso Lazio è diventato una start-up, poiché stiamo creando delle opportunità ed un modo di lavorare che prima non faceva parte della cultura imprenditoriale ed amministrativa, intesa come sistema, del nostro territorio.

Nel Lazio esistono delle eccellenze che sono frutto di investimenti realizzati dalla Cassa del Mezzogiorno e che sono localizzati nell’area Sud della regione; si tratta, però, di realtà frammentate che non costituiscono un “sistema”. Oggi stiamo costruendo, anche grazie alle stesse eccellenze del mondo Imprenditoriale e della Ricerca, un sistema meno fragile.

 

Quali possibilità indica per i Professionisti della Piazza?

E’ innanzitutto importante incontrarsi, in giornate come quelle di presentazione dei bandi pubblici, al fine di parlare e costruire insieme quell’ecosistema regionale ancora in fase di realizzazione, attuare un ragionamento comune che dia a tutti piena consapevolezza delle opportunità offerte sul territorio.

Ritengo che la Regione abbia predisposto, con l’Avviso pubblico per le Start-up, un’opportunità che si lancia a chi vuole “cambiare” nell’accezione di “costruire un futuro migliore per sé stessi ma anche per la comunità di cui facciamo parte” perché per tanti motivi sappiamo che da soli siamo tutti più deboli.

Quindi abbiamo bisogno di costruire canali trasparenti tra le opportunità che il settore Pubblico deve offrire e che l’Europa offre al territorio, i Centri del sapere e della ricerca, i Poli del mondo produttivo ovvero il mondo che si affaccia con speranza a queste nuove opportunità.

Credo che il nuovo modello di sviluppo che stiamo costruendo potrà dimostrare che la storia anche di questa nostra comunità è tutta da scrivere. Noi ce la metteremo tutta, garantendo la trasparenza dei processi e soprattutto operando con degli obiettivi chiari: trasformare nuovamente questa comunità in una delle aree più dinamiche del nostro Paese, e quindi tra le più dinamiche d’Europa.

 

 

   

 








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