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11/12/2019
GRANDE SUCCESSO PER LA SETTIMANA DELLE PICCOLE SCUOLE A ROMA

Si è ufficialmente conclusa venerdì 7 dicembre, sulle note suonate dall’Orchestra Erasmus, la Settimana delle Piccole Scuole. L’evento, organizzato dall’Indire nell’ambito del progetto Piccole Scuole, finanziato dal Programma Operativo Nazionale plurifondo (2014IT05M2OP001) “Per la scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020, a valere sull’Asse I “Investire nelle competenze, nell’istruzione e nell’apprendimento permanente” si è svolto nell’Auditorium Parco della Musica di Roma con l’obiettivo di riunire esperti, rappresentanti e stakeholder per condividere una riflessione e formulare proposte a sostegno delle scuole situate in territori periferici e marginali.
L’iniziativa ha riscontrato un notevole sucesso in termini di partecipazione. Sono stati, infatti, molti i docenti e i dirigenti delle piccole scuole italiane che hanno preso parte alla due giorni del Convegno internazionale “Comunità di memoria, comunità di futuro. Il valore della piccola scuola” che ha riunito non solo esperti del settore educativo, ma anche rappresentanti istituzionali e provenienti dal mondo della politica come il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca o dell’OCSE. Suddivisi in 4 tavoli strategici, direttori di USR del Paese insieme a dirigenti ministeriali, scolastici e di associazioni attive nel campo educativo hanno potuto confrontarsi e formulare considerazioni e raccomandazioni attorno a quattro temi-chiave quali:
1.superare l’isolamento e favorire l’inclusione
2.costruire comunità nelle piccole scuole: il dialogo tra scuola e territorio
3.educare nelle piccole scuole
4.progettare modelli organizzativi per reti di piccole scuole
I lavori dei tavoli sono stati coordinati dai ricercatori Indire e opportunamente restituiti nella mattinata del 3 dicembre alla numerosa platea presente. Cio che è comunemente emerso è, in primo luogo, la necessità di dare una definizione giuridica di “piccola scuola”. I criteri che la definiscono empiricamente devono trovare un riconoscimento a livello legislativo, in modo da garantire la governance e con essa la possibilità di intervenire in modo più sistematico e individuare capillarmente sul territorio una figura di riferimento che sia veramente vicina alla realtà territoriale degli istituti interessati. Un altro punto importante messo in evidenza da più di un Tavolo è la formazione dei docenti. Gli insegnanti devono imparare a “fare sistema”, coordinarsi e agire in gruppo magari attraverso reti, che costituiscono (come dimostrato da numerose esperienze di successo, quale lo stesso Movimento delle Piccole Scuole) supporti fondamentali per superare i limiti geografici insiti nei territori dove le scuole piccole operano ed evitare che l’isolamento territoriale diventi anche “intellettuale”.
Lo stesso presidente Indire Giovanni Biondi, che moderava gli interventi dei portavoce di ciascun tavolo, ha ricordato che «c’è bisogno di un’interlocuzione organica e non dispersiva, di un piano di intervento che sia coordinato sul territorio». In generale, si è potuto constatare un forte accordo sul ruolo che le piccole scuole rivestono per l’intero sistema d’istruzione nazionale in quanto costituiscono laboratori privilegiati d’innovazione, capaci di diventare un hub di best practice da diffondere a livello nazionale. Lo stretto rapporto con la comunità locale che le circonda, poi, ha affidato a queste scuole il ruolo di custodi della memoria storica dei luoghi in cui risiedono ed è proprio su questo legame che bisogna insistere per salvaguardarne la sopravvivenza.
Ad arricchire la Settimana delle Piccole Scuole, oltre alla mostra “Confini. L’avventura dell’istruzione in territori periferici”, il percorso espositivo sulla storia della piccola scuola italiana dagli anni 1861 fino al Dopoguerra attraverso le fotografie dell’Archvio storico dell’Indire, anche una serie di attività ludico-didattiche che hanno visto coinvolti gli alunni delle scuole in visita all’Auditorium. I ragazzi si sono misurati con alcuni aspetti della vita scolastica quotidiana nei vari periodi storici, con un’attenzione particolare alle scuole rurali, dove i calendari scolastici erano legati più che altro a esigenze lavorative dettate dalla stagionalità e i programmi didattici erano improntanti a un apprendimento pratico e propedeutico al lavoro.

http://www.indire.it/2019/12/09/grande-successo-per-la-settimana-delle-piccole-scuole-a-roma/


 
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